TRUMP

L’EFFETTO DI TRUMP SULLE IMPRESE ITALIANE

L’EFFETTO DI TRUMP SULLE IMPRESE ITALIANE

 

Sembra che la riforma fiscale voluta dall’amministrazione Trump proponga interessanti opportunità per le aziende domiciliate negli Stati Uniti.

L’aliquota fiscale sugli utili societari scenderà dal 35% al 21%, un taglio di 14 punti percentuali che ha pochi eguali. Ed è proprio questo l’elemento che meglio caratterizza la rivoluzione fiscale di Trump. Il Presidente infatti ha l’obiettivo di ridare competitività al sistema industriale USA, riportare le imprese negli Stati Uniti e rilanciare fortemente gli investimenti industriali.

 

AZIENDA DI VICENZA LEADER DELL’EXPORT IN USA DI CEREALI

 

Per capire di cosa stiamo parlando vi portiamo l’esempio della città veneta di Vicenza. Quest’ultima è una provincia che negli Stati Uniti ha il secondo mercato di export dopo la Germania, per un valore che supera i 1.400 milioni di Euro.

Vicenza

 

Motrice di questa crescita esponenziale nell’export è la Pedon Spa, un’azienda leader del mercato dei cereali, legumi e semi. Già da due anni questa azienda aveva preso in considerazione di aprire uno stabilimento negli Stati Uniti, dove ha già un ufficio logistico. Sono spinti, indubbiamente dalle minori tasse rispetto all’Italia, e dal dazio sulle loro merci del 10% che verrebbe meno operando direttamente negli USA. Infatti, ancora prima che si conoscesse il contenuto della riforma fiscale dell’amministrazione Trump, molti stati americani si sono fatti conoscere proponendo incentivi sotto varie forme, dai finanziamenti agevolati al congelamento delle tasse nei primi cinque anni di attività.

 

IL MADE IN ITALY NEGLI USA

 

Gli Stati Uniti continuano ad essere molto attratti dal Made in Italy e lo confermano finanziando alcune imprese. Tra i casi più recenti:

 

  • Plissé Spa: si tratta di un’azienda di moda con sede a Padova. Ha ottenuto un finanziamento di 1,8 milioni di Euro per potenziare la sua presenza sul suolo americano con l’apertura di un nuovo showroom e un nuovo ufficio a New York.
  • Exor International Spa: l’azienda, con sede a Verona, commercializza hardware e software realizzati in Italia. Ha potenziato l’attività della sua filiale statunitense creando una struttura commerciale in grado di servire anche l’area ad ovest degli Stati Uniti, il Canada e il Messico.
  • ITECA: si tratta di un’azienda specializzata in impianti per la produzione di pasta, pane, pizza e dolci tipici italiani, in particolare panettoni e pandori, con sede nel veronese. Ha potuto realizzare investimenti in ricerca e innovazione per un milione di Euro funzionali alla crescita nei principali mercati di riferimento della società stessa. In primo piano Stati Uniti, poi Canada, Sud America, Russia, Asia centrale e Medio Oriente.

 

E’ ovvio che, a prescindere dal beneficio fiscale, aprire una sede negli Stati Uniti non è alla portata di tutti a causa dei costi non indifferenti. I tempi di realizzazione però sono più rapidi e la burocrazia è più snella e veloce rispetto all’Italia. Il Presidente Trump sta cercando di favorire le esportazioni dagli Stati Uniti prevedendo un’imposizione effettiva agevolata. Per quanto riguarda invece gli investimenti in ingresso negli Stati Uniti e dei redditi d’impresa generati sul suolo americano, le nuove disposizioni introdotte dalla riforma fiscale di Trump, riducono drasticamente la deduzione degli interessi passivi e negano la deduzione di alcuni pagamenti. Unici due aspetti un po’ meno positivi sulle novità introdotte dalle riforma.

Regioni Italiane Export USA

Nonostante tutto, gli Stati Uniti continuano ad essere un riferimento per l’export del Made in Italy: 36 miliardi di beni venduti nei primi 11 mesi del 2017 in crescita del 9% e con la previsione di un ulteriore sviluppo nei prossimi tre anni a un tasso medio del 5,6%. Tra i settori di punta spiccano la meccanica strumentale e i mezzi di trasporto.

Le prime regioni per i volumi sono la Lombardia con un 15,1%, seguono Emilia Romagna, Veneto, Piemonte e Toscana.

 

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